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L'Editoriale
NOVITA' SUL
FRONTE LEGISLATIVO
il 19 Agosto 2010 è stato pubblicato il
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9
luglio 2010, n.
133 - Nuovo regolamento di attuazione della
legge 25 marzo 1985, n. 106, concernente la disciplina del
volo da diporto o sportivo.
(Gazzetta Ufficiale N° 193)
entrerà in vigore 90 giorni dopo la sua
pubblicazione sul Supplemento Ordinario della G.U. N° 197/L,
cioè il 17 Novembre 2010
insieme al nuovo allegato alla L. 106/85.
...anche stavolta è stata partorita un'opera
giuridica di tutto riguardo, ampia e quanto mai complessa, la cui lettura
risulterà sicuramente scorrevole agli
ingegneri, ai giudici ed agli avvocati, ai praticanti negli studi legali,
ai direttori degli aeroporti e delle scuole di volo, ai periti delle assicurazioni, ai puristi della giurisprudenza
che ora cominceranno ad analizzarne gli aspetti applicativi,
quelli interpretativi e
quelli dottrinali nonché infine - magari un po' di meno - a chi
avrà il compito di applicarne i contenuti e farli rispettare, ovviamente nella misura in cui gli
saranno risultati comprensibili, riassuntivi, immediati e chiari.
Ai
piloti di volo libero, che salvo casi particolari non
possiedono una
preparazione tecnico-giuridica simile a quella di un comandante d'aereo di linea,
di un magistrato o di un direttore di circoscrizione
aeroportuale, credo proprio che non sarà altrettanto
"digeribile". E d'altronde, come al solito, chi scrive
le
leggi non cerca praticamente mai di entrare "nei calzoni" di colui che,
essendone il destinatario, dovrà poi poterle comprendere con
semplicità ed immediatezza data la pretesa che le rispetti
e/o le faccia rispettare. Il giurista sembra spesso dimenticare che
devono risultare leggibili e facilmente comprensibili non solo agli "addetti
ai lavori" ma anzitutto a persone che, per i loro
diversi tipi e livelli di cultura, sono lontane anni luce dall'arzigogolato linguaggio "politichese" e ancor
più dall'assurdo "giuridichese"
imbottito di continui rimandi, rinvii e richiami ad
articoli, commi, paragrafi e punti precedenti e/o successivi quando non addirittura
ad altre leggi, regolamenti e
codici, fino al
limite
della confusione totale. Sembra quasi si
tratti di un'altra
lingua, forse quella che, pur in termini e con riferimenti diversi, con
avveduta osservazione un
Presidente Emerito della Repubblica definì a suo tempo
"lunare".
Ma
riuscite ad immaginarvela una legge che, ad esempio, si esprimesse così,
mediante un articolo semplice ed unico, scritto magari con un linguaggio
comune e comprensibile a chiunque:
"Per praticare il volo
libero bisogna essere maggiorenni e sani, in possesso
di apparecchi perfettamente funzionanti e delle
conoscenze teorico-pratiche che occorrono per guidarli in modo
avveduto e prudente. Chi provoca danni deve pagarli, per cui è
obbligatorio essere
assicurati. Il volo libero può essere praticato dovunque non
ostino problemi concreti di sicurezza o specifici divieti
dell'autorità. Le precedenze
in volo sono quelle previste dalla normativa europea. Per
partecipare a gare bisogna
avere ottenuto l'apposito "brevetto" rilasciato dall'AeCI".
Sembra quasi incredibile, ancorché per contro verosimile, che in
così poche righe
sia possibile concentrare quasi tutto ciò che,
ragionevolmente ed obiettivamente, potrebbe essere sufficiente
per regolare quanto basta la
pratica e la sicurezza base del volo libero, specialmente se
si tiene conto che
ogni eventuale aggiunta rischia di apparire solo un inutile
orpello derivante dalla mai troppo poco biasimata attitudine, tutta italiana, alla
verbosità ed alla complicazione. Per scherzarci un po' sopra,
mi ricordo che
negli anni sessanta, al
tempo dei "latin lover", uscì un film dal titolo "Niente
sesso, siamo inglesi...!" che, in tema di abitudini, rammentava
paradossalmente il flemmatico self-control
dei discendenti di Albione persino in materia di sesso.
Volendo rammentare non proprio
paradossalmente un'abitudine inveterata ed irrinunciabile di
casa nostra, invece, il film lo avremmo dovuto intitolare "Niente
semplificazioni, siamo italiani...!".
Ma
forse sono io che confondo. In quest'epoca in cui, un po' alla
volta, ci si comincia ad accorgere che le troppe libertà non
portano
sempre e comunque a quei benefici assoluti che si erano
previsti, magari rientra davvero
nelle intenzioni del legislatore di cominciare a contenerne
qualcuna, iniziando, guarda caso, col ridurre la libertà
del volo libero (sembra un gioco di parole...). A
prescindere dalla constatazione che, nella nuova legge ancor
più che nella vecchia, sembra essere stata
accentuata la confusionaria commistione tra il volo con
apparecchi VDS
(ultraleggeri muniti di motore che
decollano da aviosuperficie) e quello con apparecchi per il volo libero (parapendio e deltaplano che decollano a piedi da
qualunque altura), viene da chiedersi qual'è la necessità di trasformare progressivamente i piloti di
VDS e quelli di volo libero in una sorta di
comandanti di lungo corso aereo, obbligandoli con l'imperio
della legge ad acquisire una preparazione
giuridico-tecnica non eccessivamente inferiore a quella di
chi pilota un Jumbo Jet. Perché mai hanno deciso di
complicare
così tanto quelle poche e semplici regole che fino ad un certo giorno sono pur bastate a coloro che,
con semplici intenti ricreativi, correvano a piedi giù per un pendio
con lo "straccio" sopra la testa o col delta sulle
spalle facendosi quindi il
proprio "voletto" più o meno lungo e atterrando su un prato situato più sotto?
Beh, viviamo nell'epoca dell'alta tecnologia e della massima
specializzazione in cui, per potersi ritenere persone "istruite"
occorre possedere almeno un paio
di "master" da trentamila dollari cadauno oltre alla
laurea. Ecco forse perché
sembra essere divenuta normale, quasi ovvia, la pretesa di fare di
chi desidera volare con uno "straccio" sopra la testa, anche se
occasionalmente e solo per proprio diletto, un tecnico di alto livello che
abbia frequentato diversi corsi e superato molti esami ottenendo brevetti ed abilitazioni in quantità,
che partecipi puntualmente ad ogni "stage" di aggiornamento
e si sottoponga un giorno si e l'altro pure a visite mediche,
promozioni, approvazioni e
nulla-osta delle varie autorità (passaggi questi che, beninteso,
non sono mai gratuiti ma sempre soggetti a versare "qualcosa"
a "qualcuno"), anche se in tal modo vi è buona
probabilità di far regredire a stati di sostanziale
irregolarità formale buona parte di coloro che già da anni praticano
il volo libero e desiderano solo di potersi fare un voletto ogni
tanto con lo "straccio" o col delta senza essere
costretti a diventare una sorta di "mostri" di cultura aeronautica
attraverso un processo obbligatorio, defatigante e costoso
quanto probabilmente
inutile per le loro esigenze. La modesta - ma non perciò insufficiente - preparazione
di chi si riconosce in queste condizioni ed esigenze, insieme alle
gia esistenti norme dei codici penale e civile,
alla
responsabilità del "buon padre di famiglia", ai consigli dei
piloti più anziani ed alla competenza acquisibile solo con la
pratica giornaliera sul campo di
volo, probabilmente sarebbero bastata, ed ancora sarebbe più
che sufficiente per regolare prudenzialmente e
responsabilmente il volo libero (e
forse anche quello con determinati apparecchi VDS come
il paramotore ed il deltamotore) a
livello esclusivamente ludico,
lasciando i brevetti e le abilitazioni ai competitori ed
ai piloti dell'aviazione generale. Purtroppo non è andata così: un po' per volta si è invece
cercato di snaturare la vera essenza del volo libero il
quale, fin dal suo esordio, era basato specificatamente sul fatto di non essere vincolato dalle leggi, dagli
adempimenti, dagli obblighi e dai costi che caratterizzano
quello con aeromobili dell'aviazione
generale, di non essere soggetto ad altre limitazioni
regolamentari e comportamentali
che non fossero quelle del proprio prudente, meditato e
responsabile autocontrollo, tanto da poterlo sinteticamente
assimilare a quello degli uccelli, che volano con invidiabile maestria e
non cadono mai pur senza avere frequentato corsi, sostenuto
esami ed ottenuto alcun brevetto. Peccato che invece, come non
di rado in altre occasioni, interessi non sempre
limpidi ed
indipendenti, non sempre nobili e talora forse nemmeno
sufficientemente
competenti, siano stati insinuati nel novero delle poche,
chiare e davvero necessarie regole col
grimaldello di leggi, regolamenti, normative, tabelle etc., che
di volta in volta sono sembrate prestarsi a convenienze lobbistiche,
al "passaggio" di poteri a qualcuno piuttosto che a
qualcun altro ed all'emanazione di norme volte a
"fare cassa" ancorché occultate in ammiccanti confezioni-omaggio
etichettate "sicurezza". Il
risultato e stato quello di arrivare pian piano, a poco a poco, allo
snaturamento della spontanea, giovanile e pacifica attività nata
con quella meravigliosa definizione di volo
libero che forse non le si addice più dal momento
che sembra essere stata trasformata in un concentrato di
norme e regole,
di interessi e compromessi talora persino contrastanti, di costrizioni, limitazioni e burocrazia dove la parola "libero" non ha più
alcun senso ne significato.
Ser_Joe
28/08/2010 |